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martedì 04 Novembre 2025

Intervento alla conferenza Fiat/IFTA

L’Associazione Italiana Videoteche e Mediateche (AVI) è un’organizzazione culturale senza scopo di lucro impegnata nella promozione e nello sviluppo delle videoteche e mediateche italiane. L’obiettivo principale dell’Associazione è supportare la creazione di servizi innovativi per il pubblico, garantendo al contempo la tutela e la valorizzazione del patrimonio audiovisivo.
AVI – Associazione Italiana Videoteche e Mediateche nasce da un evento inaspettato: una causa legale riguardante il diritto d’autore e l’uso legale del materiale audiovisivo. Come sappiamo, talvolta gli incidenti si trasformano in opportunità.
AVI è stata fondata come associazione a Cesena il 24 ottobre 2001, e il suo obiettivo principale si è rivelato essere quello di offrire consulenza legale su questioni relative alla gestione dei materiali audiovisivi. Da allora, AVI rappresenta questo settore nei contesti culturali, scientifici, tecnici, legali e legislativi, fornendo utili best practices sull’organizzazione dei servizi, sulla documentazione, sulla digitalizzazione e sulle modalità di conservazione negli archivi video e nelle mediateche.
Oggi AVI rappresenta oltre 300 archivi e mediateche italiane e funge da autorevole organismo di riferimento.
AVI riunisce una vasta gamma di istituzioni: per lo più biblioteche pubbliche, come la storica Biblioteca Malatestiana di Cesena, ma anche archivi cinematografici, come la Cineteca di Bologna, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, numerose mediateche regionali, biblioteche universitarie (IUAV di Venezia) e le attivissime mediateche della Regione Friuli-Venezia Giulia. Un contributo fondamentale proviene dalle università, dalle loro biblioteche specializzate e dai loro centri di ricerca (Università Cattolica del Sacro Cuore e Università Statale, entrambe a Milano).
Recentemente, AVI ha costituito un gruppo di lavoro per preparare i contenuti del prossimo incontro Annuale Nazionale dei Bibliotecari a Milano – la Conferenza Stelline, che si terrà il 26 e 27 maggio 2026, nella prestigiosa sede di Palazzo Lombardia, a Milano. La Conferenza Stelline è l’evento più importante
per i bibliotecari in Italia e vede la partecipazione di importanti istituzioni, come il Museo del Cinema di Torino, Cinecittà Luce e organismi statali, tra cui l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).
Nell’edizione 2024 e 2025 del Convegno abbiamo avuto anche il contributo ispirazionale di RAI e Mediaset, due contesti ‘diversi’ rispetto alle biblioteche. Ed è proprio in questa diversità che AVI riconosce la vera forza. Queste istituzioni conservano una grande varietà di documenti — non solo film di finzione, ma anche documentari, produzioni televisive, pubblicità, interviste, colonne sonore, videogiochi e numerosi documenti correlati al cinema, come foto, manifesti e sceneggiature.

Nel corso degli anni, AVI ha supportato le sue istituzioni pubbliche e private affiliate attraverso workshop e incontri su temi quali gli standard dei metadati per i materiali cinematografici e audiovisivi, la conservazione, l’accesso alle collezioni, l’educazione al cinema e, in particolare, il copyright.
L’evoluzione del diritto d’autore rappresenta una delle sfide principali a causa dei progressivi cambiamenti nella produzione audiovisiva, nella distribuzione e nelle tecnologie digitali, che hanno ampliato le possibilità di accesso ai film (ma non solo) attraverso diversi tipi di media e piattaforme.
Dal 2019, con la nuova “Direttiva Europea sul Copyright nel Mercato Unico Digitale”, importanti modifiche hanno coinvolto le Istituzioni del Patrimonio Filmico e alcune “eccezioni e limitazioni al copyright” ora supportano il nostro ruolo istituzionale, in particolare nei settori dell’educazione e della conservazione.
Fino a pochi anni fa, digitalizzare un’opera filmica per scopi di conservazione non era consentito. Fortunatamente, grazie alla Direttiva UE 2019/790, esistono ora eccezioni che permettono alle istituzioni del patrimonio — biblioteche e mediateche — di operare all’interno di un quadro legale quando salvano e digitalizzano materiali audiovisivi per la loro conservazione.
Le istituzioni educative possono oggi utilizzare opere protette in formato digitale per scopi didattici e illustrativi. Tuttavia, questa opportunità non si applica se sul mercato sono disponibili licenze commerciali adeguate (abbonamenti, iscrizioni).
Negli anni dalla sua fondazione, AVI ha sostenuto con successo e costanza gli archivi audiovisivi nel promuovere e nell’educare il pubblico al patrimonio cinematografico e audiovisivo italiano, fornendo assistenza sia in presenza che a distanza alle organizzazioni pubbliche e private affiliate.

Un’ulteriore missione
La missione di AVI non si limita semplicemente alla promozione di videoteche e mediateche, ma si estende anche alla creazione di servizi mirati che considerino le specifiche esigenze degli utenti e delle comunità.
Negli ultimi anni, AVI ha realizzato workshop su misura per gruppi di biblioteche affiliate, affrontando temi come l’organizzazione di proiezioni pubbliche di film in contesti bibliotecari. Un esempio significativo è stato il programma di formazione online sviluppato per le biblioteche del Nord Italia, in particolare quelle della Provincia di Brescia, focalizzato sul diritto d’autore. L’iniziativa ha suscitato interesse anche tra i professionisti presenti all’Incontro Annuale Nazionale dei Bibliotecari a Milano (la Conferenza Stelline), dove peraltro l’Intelligenza Artificiale è emersa come uno dei temi più discussi nelle edizioni 2024 e 2025.
Nel suo ruolo rappresentativo, AVI funge da voce autorevole in ambiti tecnici, legali e legislativi. Difende gli interessi delle videoteche e mediateche, tutelando la loro gestione, agendo come portavoce delle loro istanze e sviluppando strategie e soluzioni per affrontare le sfide dell’epoca moderna.
Nel 2020, durante la pandemia, AVI ha iniziato a promuovere a livello nazionale la creazione di un quadro legale che consentisse la condivisione a distanza di opere legittimamente acquisite o acquistate e conservate nelle collezioni bibliotecarie. Da allora, uno degli obiettivi principali di AVI è consentire il prestito digitale di opere cinematografiche conservate in formato digitale, attualmente accessibili solo in loco a causa della rigida legislazione nazionale.
La sfida oggi non riguarda tuttavia solo la distanza fisica tra il pubblico e le istituzioni che conservano i film, ma anche l’obsolescenza dei supporti su cui i film sono stati originariamente distribuiti.
AVI volge lo sguardo sia al progresso tecnologico sia al passato: la necessità di preservare i vecchi dispositivi di riproduzione per poter accedere liberamente al vasto patrimonio di documenti storici sopravvissuti a diversi livelli e in contesti vari di produzione — cinematografiche, studi televisivi, contesti familiari (home movies) e istituzioni educative.
Non abbiamo trascurato il supporto agli editori attraverso il Premio AVI — un’iniziativa istituita in collaborazione con gli Il Cinema Ritrovato International Blu-ray and DVD Awards. Lo scopo del premio è promuovere l’editoria cinematografica acquistando un numero significativo di cofanetti, poi distribuiti
alle biblioteche affiliate. Nel 2025, il Premio AVI è stato assegnato al cofanetto di Chantal Akerman pubblicato da Capricci, un editore francese.

Un’altra caratteristica distintiva di AVI è il suo impegno a sostenere e promuovere standard etici nella gestione di videoteche e mediateche, garantendo che siano gestite con trasparenza, competenza e responsabilità. L’Associazione favorisce inoltre il dialogo e la collaborazione tra le diverse istituzioni e organizzazioni operanti nei diversi contesti culturali e sociali. Un impegno, che contribuisce anche a tutelare i ruoli professionali di chi lavora nell’ambito culturale.
AVI promuove altresì connessioni con altri soggetti nazionali, inclusi i festival cinematografici come Il Cinema Ritrovato, La Biennale di Venezia e Pordenone Doc Fest. La collaborazione si estende anche ad organizzazioni europee — come ad esempio Images en Bibliothèque, un’associazione con sede a Parigi impegnata nell’educazione cinematografica — con il preciso obiettivo di creare una rete che favorisca l’interazione e la crescita reciproca.
In questo modo, l’Associazione non solo promuove l’eccellenza nelle videoteche e mediateche italiane, ma funge anche da punto di riferimento per le migliori pratiche a livello internazionale.
Auspichiamo così che nasca una stretta collaborazione anche con FIAT/IFTA nel prossimo futuro.
Accordi

I protocolli e gli accordi di AVI garantiscono l’accesso alle opere audiovisive, tutelando il diritto d’autore e offrendo soluzioni innovative per le proiezioni in biblioteche e spazi culturali.
Memorandum di intenti AVI/SIAE
AVI è l’unica associazione ad aver firmato un Memorandum d’Intesa con la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) per regolare la gestione e l’uso delle opere audiovisive nelle biblioteche affiliate — comprese videoteche e mediateche — aperte al pubblico. L’accordo garantisce il rispetto del copyright, protegge dalla pirateria e promuove la distribuzione legale della cultura cinematografica e audiovisiva non solo nelle biblioteche, ma anche in scuole, università e altre istituzioni culturali, a beneficio sia delle istituzioni sia degli utenti.
Vantaggi del Memorandum
Per facilitare le proiezioni, AVI distingue tra proiezioni pubbliche, soggette al copyright, e proiezioni interne a fini di studio e ricerca, che non richiedono pagamenti aggiuntivi. Una forma di proiezione riconosciuta è la proiezione plurisoggettiva, in cui più spettatori possono visionare il materiale in un contesto controllato, educativo o di ricerca.
AVI/MPLC
AVI ha rinnovato anche per il 2025 il proprio accordo con MPLC (Motion Picture Licensing Company). Grazie a questa partnership, MPLC offre accesso semplificato ai diritti di proiezione delle opere audiovisive. I membri AVI possono usufruire di una “Licenza Ombrello” scontata, che consente la proiezione di materiali audiovisivi sia in eventi privati che pubblici. Pur esentando gli utenti dal pagamento dei compensi SIAE, le proiezioni richiedono comunque l’autorizzazione dei titolari dei diritti di distribuzione.
Grazie a questa collaborazione, AVI può continuare a supportare i propri membri nella gestione delle loro attività divulgative in modo semplice e legale, promuovendo così la cultura cinematografica e audiovisiva in tutta Italia.

Il futuro
Come abbiamo visto, AVI si prefigge di promuovere l’eccellenza nel panorama delle videoteche e mediateche italiane e di consolidarsi come punto di riferimento per le migliori pratiche a livello nazionale e internazionale.
Il suo intento è tutelare la memoria storica del patrimonio audiovisivo di qualità e garantire un accesso sempre più libero e aperto — al di fuori di logiche commerciali e spesso al di là della portata delle piattaforme mainstream di streaming.
A livello internazionale, più di 170 archivi e cineteche hanno abbracciato questa nobile missione e sono riconosciuti dalla Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), che sta attualmente conducendo un importante lavoro di mappatura delle collezioni digitali accessibili gratuitamente dei suoi membri.
In Europa, un contributo significativo proviene dall’Association des Cinémathèques Européennes (ACE), sezione regionale della FIAF, che negli ultimi anni ha sviluppato un portale europeo con collezioni digitalizzate di oltre 40 archivi e cineteche: l’European Film Gateway.
Ma quali sono gli obiettivi attuali e a lungo termine di AVI?
Ecco una sintesi delle principali attività:

Riconoscimento della pratica del backup digitale (digitalizzazione per la conservazione a lungo termine) delle opere presenti negli archivi audiovisivi pubblici, garantendo che i materiali siano disponibili in formato digitale e tutelando al contempo i diritti degli autori e l’interesse pubblico.

Legittimazione del prestito digitale, consentendo la consultazione remota delle copie digitali oltre ai formati fisici, per promuovere una conservazione e un accesso sostenibili.

Incentivare l’uso di licenze specifiche per scopi educativi e formativi che permettano proiezioni non commerciali finalizzate alla diffusione della cultura cinematografica.

Avviare e rafforzare partnership con istituzioni europee, nazionali e internazionali per organizzare varie attività culturali — proiezioni pubbliche, presentazioni, partecipazione a grandi festival, e altro. AVI cerca anche di collaborare con associazioni e organizzazioni globali per affrontare le sfide legali, di conservazione e di accesso nella gestione dell’audiovisivo.

Dialogo con produttori e distributori di home video, archivi televisivi e altri enti produttivi per stabilire accordi di licenza alternativi tramite convenzioni condivise.

Aggiornare gli accordi con SIAE e MPLC.

Mappare le videoteche e mediateche italiane e le loro collezioni, e pubblicarne i risultati per aumentare la visibilità delle collezioni, favorire il dialogo sulle politiche di acquisizione promuovendo progetti collaborativi.

Diffondere elenchi curati di portali italiani e internazionali che offrono accesso gratuito al patrimonio audiovisivo per scopi educativi e di sensibilizzazione.

Supportare l’editoria in DVD/Blu-Ray, incentivando la pubblicazione di edizioni di alta qualità di opere complete arricchite da contenuti speciali (ad esempio attraverso i premi nazionali e internazionali Home Video Awards, assegnati annualmente al Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna).

Organizzare corsi e workshop per promuovere la formazione professionale e l’apprendimento continuo, anche attraverso la condivisione di preziose risorse scientifiche e tecniche. Le aree principali di interesse includono il copyright, la catalogazione, la conservazione e il restauro, approcci interdisciplinari all’educazione audiovisiva e la
progettazione di programmi di alfabetizzazione alle immagini in movimento.

Esplorare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nei contesti audiovisivi — per il miglioramento della metadatazione, per una maggiore ricercabilità e accessibilità dei materiali, per la creazione di contenuti attraverso AI generativa e per la verifica dell’autenticità delle informazioni.


Ultimo ma non meno importante…
Seguendo l’esempio di tutti gli accordi di AVI, siamo pronti a instaurare nuove partnership con archivi televisivi che desiderino condividere tutto o parte del loro patrimonio con le nostre affiliate. Immaginiamo le biblioteche pubbliche come camere di risonanza per collezioni rare e preziose, come quelle conservate negli archivi televisivi.
La forza delle biblioteche risiede nelle persone che vi lavorano. Il personale agisce da mediatore e promotore delle collezioni: incoraggia la visione, fornisce un contesto ai materiali, guida gli utenti e favorisce il riuso creativo delle collezioni. Supporta inoltre il pubblico nella selezione dei materiali e li aiuta a filtrare le fake news identificando fonti affidabili.
A differenza degli archivi televisivi, le biblioteche sono aperte al pubblico e frequentate da tutti, non solo dagli specialisti del settore. Offrono così un modo diverso di interagire con il mondo reale.
La collaborazione di AVI con istituzioni di rilievo come RAI Teche, Mediaset, Radiotelevisione Svizzera Italiana (RSI), Cineteca di Bologna, Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Archivio Luce/Cinecittà, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Images en Bibliothèque (Parigi) è già una realtà.
Ci auguriamo che nuove iniziative e preziosi casi studio — come quelli presentati in questi giorni qui al FIAT/IFTA — continuino a emergere, permettendoci di procedere con fiducia nella conservazione e promozione dell’inestimabile patrimonio, che abbiamo dell’immagine in movimento.

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