Accesso legale al patrimonio filmico
L’Associazione ha osservato con attenzione e non senza preoccupazione l’andamento degli accessi del pubblico alle mediateche. Il trasferimento verso la ‘sfera del digitale’ della produzione cinematografica ha modificato profondamente le abitudini di ‘consumo’ e visione di film e non solo moltiplicando le piattaforme di accesso e i device.
Mentre il pubblico ha gradualmente ripreso a frequentare le sale cinematografiche, dopo il grande arresto avvenuto durante la pandemia, le mediateche faticano a riprendere la propria centralità.
La distribuzione dei film su supporto Home video – che è stata per anni nel nostro paese un importante canale di diffusione della cultura cinematografica – è oggi in crisi. Le preziose edizioni, arricchite da contenuti extra e spesso anche da Booklet, rappresentano ormai una nicchia del mercato.
Le biblioteche e mediateche continuano ad acquistare e rendere accessibili queste preziose edizioni, ma i dispositivi di lettura sono spesso assenti.
Ciò che preoccupa AVI è la possibilità di accedere liberamente e gratuitamente al patrimonio filmico di qualità, non soggetto a dinamiche commerciali e spesso non presente sulle più diffuse piattaforme in streaming.
Con l’assottigliarsi del circuito Home video e con la parcellizzazione delle Library presenti online, chi opera all’interno delle mediateche ha difficoltà ad orientare lo ‘sguardo’ del pubblico o dello spettatore verso una produzione di valore. Il rischio è quello di destinare all’invisibilità intere opere delle cinematografie europee e mondiali, che hanno segnato la storia del cinema e che costituiscono parte integrante del patrimonio culturale dell’oggi.
Tutto ciò ha ricadute su molti ambiti: sull’attività di formazione di ogni ordine e grado, sull’alfabetizzazione ai linguaggi, sulla fruibilità delle opere della settima arte, sulla promozione di un accesso legale alle opere audiovisive ed in generale sul ruolo futuro delle mediateche o degli archivi audiovisivi.
Lo scopo della nostra Associazione è quindi sostenere, attraverso interventi istituzionali e politici, l’accesso alle opere filmiche – anche quelle digitalizzate – per tutelare le realtà che contribuiscono alla conservazione e alla fruizione gratuita del patrimonio culturale di un’intera Comunità.
Tra gli obiettivi che intendiamo raggiungere:
- il riconoscimento di una prassi di back-up digitale delle opere conservate negli archivi audiovisivi aperti al pubblico, quindi prevedere la possibilità di rendere fruibili i materiali in formato digitale nelle postazioni delle biblioteche, sostituendo la consultazione del supporto fisico (DVD o Blu-Ray);
- la possibilità di rendere legittimo il “prestito” digitale attraverso la consultazione a distanza della copia digitale, che si aggiunge a quella del supporto fisico se necessario;
- la diffusione di specifiche licenze per d’uso in ambito educativo e formativo per consentire la proiezione plurisoggettiva in ambito scolastico e archivistico a solo scopo di diffusione della cultura cinematografica e non di lucro.
- la creazione di convenzioni ad hoc per favorire l’accesso ai contenuti didattici degli archivi di televisioni o di altri soggetti produttori attraverso la sottoscrizione di specifici accordi.
La connessione di AVI con istituzioni di pregio (RAI Teche, Mediaset, RSI, Cineteca di Bologna, Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Archivio Luce/Cinecittà, Museo del cinema di Torino, Images en bibliothèque, Paris, et al.) costituisce senza dubbio un elemento importante per perseverare nella salvaguardia della cultura audiovisiva in un’ottica sempre più moderna e contemporanea.